Le trouvère, Il trovatore in francese a Parma

il trillo parlante
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Verdi, come Rossini e Donizetti prima di lui, guardava alla Francia come un traguardo dell’attività frenetica che aveva intrapreso in Italia. Parigi era la capitale ricca e fastosa dove tutti volevano arrivare, città di numerosi teatri tra cui la famosa Opèra, con i suoi pro e contro: ogni spettacolo montato all’Opèra necessitava di prerogative ben precise, il balletto d’ordinanza e messa in scena grandiosa.
Verdi sapeva bene quanto fossero estenuanti le prove e le messe a punto di un’opera a Parigi e chiamava il massimo teatro francese “la grande boutique“! Ma l’attrazione era enorme e infatti all’epoca de Le trouvère, Verdi aveva già composto due grand-opèra:  Jèrusalem profonda rielaborazione de I Lombardi alla prima crociata e la nuovissima opera Les vêpres siciliennes. Nel novembre del 1855, cinque mesi dopo il successo di quest’ultimo immane lavoro, fu chiesto a Verdi di fare una revisione de Il trovatore il cui debutto avvenne però solo il 12 gennaio del 1857. 

Nino Surguladze - Il Travatore - Parma 2018
Nino Surguladze – Il Travatore – Parma 2018

Certo il personaggio più originale della vicenda è Azucena, la bohémienne  una Nino Surguladze in splendida forma. Magnetica sia nella cavatina, ottimi itrilli, che nel successivo racconto ad alta tensione quando descrive l’errore nell’aver spinto sul rogo il proprio figlio per errore. Nel terzetto del terzo atto è omaggiata da Verdi di un cantabile non presente nella versione italiana. Il ruolo fu cantato a Parigi anche Pauline Viardot l’importante sorella della mitica Maria Malibran ed esiste una incisione a colori di lei in questo ruolo.  Nino surguladze è molto evocativa anche nel duettino finale con il figlio.

Spiace poiché il resto dello spettacolo di Robert Wilson pur nella estrema sintesi, sua cifra stilistica, ci è parso molto bello. Il blu dominava completamente la nuda scena con un fondamentale gioco di luci: movimenti ridotti al minimo dei cantanti, trasformati quasi in marionette, nessun elemento in scena ma solo movimenti delle braccia per esempio ad indicare un duello. Wilson fa utilizzare copricapi con stilizzate corna di toro per il coro degli zingari con bell’effetto complessivo. Il regista mette in scena un arzillo vecchietto come fosse il vecchio Verdi compiaciuto della sua musica; mette in scena oltre una dama con due bambine, forse riferimento ai due fratelli nella storia, una balia con la sua culla che attraversa più volte la scena. Solo due le proiezioni durante l’opera: immagini della vecchia Parma e immagini delle onde del mare con poca attinenza alla vicenda.

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